Mare & energia, arriva l’impianto che cattura vento e onde

Mare & energia, arriva l’impianto che cattura vento e onde

Una nuova tecnologia per sfruttare al meglio la produzione di energia dal mare. Un progetto innovativo nato dalla britannica TechnipFMC e l’australiana Bombara per progettare un impianto marino flottante che ha come finalità l’ibridizzazione tecnologica.

Le società sono al lavoro su una speciale piattaforma galleggiante che ospiterà nella parte superiore una tradizionale turbina eolica offshore e nella porzione semi-sommersa le mWave di Bombora, unità in grado di produrre elettricità dal moto ondoso.

I sistemi per la conversione presentano una serie di celle concave ricoperte da una membrana di gomma gonfiata ad aria. Quando le onde vi passano sopra, l’aria viene spinta fuori da ogni cella attraverso una serie di valvole in un condotto unidirezionale, per poi rigonfiarsi  naturalmente. Il flusso d’aria aziona una turbina che a sua volta mette in moto un generatore a velocità variabile.

Sono piccole centrali modulari già sperimentate nel Galles, a largo della costa del Pembrokeshire. Fin dalle sue prime fasi di sviluppo la tecnologia è apparsa come il perfetto completamento delle turbine eoliche galleggianti. In questo modo si produce energia dal mare sfruttando contemporaneamente due fonti differenti ma impiegando lo stesso cavo sottomarino per trasferire l’elettricità a terra.

Il mercato eolico offshore flottante è emergente e dovrebbe contribuire con 400 GW di energia rinnovabile a livello globale entro il 2050. Fino ad ora gli sforzi si sono concentrati principalmente sull’aumento dei diametri dei rotori delle turbine. Questo progetto risponde con una nuova soluzione, un’innovazione competitiva in termini di costi che può fornire più energia rinnovabile a un costo inferiore per facilitare un viaggio più veloce verso le zero emissioni e far prosperare la blue economy.

In una prima fase dimostrativa il progetto dovrebbe prima testare un impianto da 6 MW, di cui 2 MW da moto ondoso e 4 MW eolici. Seguiranno quindi le piattaforme commerciali in grado di fornire fornire 12 MW e poi 18 MW di potenza.