Crisi climatica: il 2020 è stato l’anno più caldo di sempre

Crisi climatica: il 2020 è stato l’anno più caldo di sempre

Il riscaldamento globale non ha avuto sosta nel 2020, con le temperature globali più elevate mai registrate, incendi record e il triste primato di 29 tempeste tropicali nell’Atlantico.ì

Nonostante un calo del 7% nella combustione di combustibili fossili dovuto ai lockdown da Covid-19, l’anidride carbonica che intrappola il calore ha continuato ad accumularsi nell’atmosfera, stabilendo nuovi record. La temperatura media della superficie in tutto il pianeta nel 2020 è stata di 1,25°C superiore rispetto al periodo preindustriale del 1850-1900.

I dati sulla temperatura rilasciati dal Copernicus Climate Change Service (C3S) dell’Unione europea hanno mostrato che gli ultimi sei anni sono stati i sei più caldi mai registrati nella storia dell’umanità. Hanno anche dimostrato che l’Europa ha vissuto il suo anno più caldo con 1,6 ° C al di sopra della media a lungo termine e un’ondata di caldo che ha colpito l’Europa occidentale tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

L’ Artico e la Siberia settentrionale hanno visto temperature medie particolarmente estreme, con un’ampia regione di 3° C in più rispetto alla media a lungo termine e alcune località che hanno registrato 6 ° C in più. Questo ha provocato incendi estesi, con un record di 244 milioni di tonnellate di CO2 rilasciate all’interno del Circolo Polare Artico.

L’anno appena trascorso si distingue quindi per il calore eccezionale registrato nell’Artico e l’ultimo decennio risulta essere il più caldo mai registrato, ennesimo promemoria dell’urgenza di mirare a riduzioni drastiche delle emissioni per prevenire impatti climatici negativi.

I blocchi di Covid in tutto il mondo hanno provocato un leggero calo delle emissioni, ma la CO2 che si accumula nell’atmosfera aumenta ancora di anno in anno.

L’Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite ha descritto il taglio delle emissioni dovuto ai blocchi di Covid nelle più grandi capitali del mondo come un “piccolo blip”. Nel suo report evidenzia che “fino a quando le emissioni globali nette non si ridurranno a zero, la CO2 continuerà ad accumularsi nell’atmosfera e provocherà ulteriori cambiamenti climatici”.

“L’accumulo di CO2 nell’atmosfera causato dall’uomo sta accelerando”, denuncia l’organizzazione dell’ONU. “Ci sono voluti oltre 200 anni affinché i livelli aumentassero del 25%, ma ora in poco più di 30 anni ci stiamo avvicinando a un aumento del 50%. Le emissioni globali dovranno essere portate allo zero nei prossimi 30 anni se si vuole che il riscaldamento globale sia limitato a 1,5° C”.